Michele Nigro

Michele Nigro nato nel 1971, vive a Battipaglia (Sa). Si diletta nella scrittura di racconti, poesie, brevi saggi, articoli. Ha diretto la rivista letteraria “Nugae” fino al 2009 e attualmente cura il blog personale “Nigricante”
http: //michelenigro.wordpress.com . Ha pubblicato la raccolta di poesie “Nessuno nasce pulito”,  la raccolta di racconti “Esperimenti” e il saggio “La bistecca di Matrix”.
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Ritorni di carta:

Professori in scaletta
manifesti a colori
signori in giacchetta
vani gesti e scalpori.

Presuntuosa stirpe
sofferenti pagliacci
untuosa sirte
tra morenti ghiacci.

Riscoperti autori
d’alienati meriggi
deserti di umori
costipati miraggi.

Cartaceo coìre
per serate uggiose
grigiaceo morire
dimenticate spose.

Diaspore letterarie
dai cassetti profanati
idrovore precarie
fazzoletti incorniciati.
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Il tempo:

Inchiostro rosso riesumato
come sangue bollente
di un mostro grosso trascurato
che langue incoerente.

Sberleffi di gente morta
facili previsioni.
Sonori ceffi su mente corta
gracili ribellioni.

Una fede passiva
conta gli anni
occasione furtiva
un’onta d’inganni.

Io amai la goccia
per la pazienza viva
osservai la roccia
d’antica sembianza priva.

Coscienza e dolori
richiedono vendetta
la terra e gli odori
già odono la vetta.
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Fiori di strada:

Poesie sgranate
ermetici rosari
rivedute carte
perdute e amate
fonetici calzari
eresie in arte.

Orfani puri
assenti tutori
gerani duri
coscienti untori.

Fiori di strada
follia invidiata
cori di rada
morìa agognata.

Accademici idioti
appassite vigne
anemici zeloti
indispettite tigne.

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L’attesa:

La ragione è un passeggero calmo
diretto verso il centro trafficato della verità
con l’ultimo treno paziente.
Quello che in principio era un critico disagio
si trasforma nel disegno intelligente dell’istinto
conferma ora gioiosa di confusi intuiti.

Attendi fedele senza conoscere orari e velocità
accanto al binario di un futuro privo di nebbie
mentre i contorni indefiniti
di una vittoria solo immaginata
diventano sempre più chiari,
stazione dopo stazione
curva dopo curva.

Inconsapevole puntualità.
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Disfatta:

Dietro un’apparente e silenziosa quiescenza
si riarma virulento e inesorabile
l’antico progetto della disfatta.

Non sarà la rabbiosa impotenza
a trasfigurarti, martire da copertina
ma l’incrollabile sorriso profetico
che paziente precede una meritata caduta.

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