Meno umani?

Sono molti i filosofi che sostengono che la razionalità scientifica stia decretando la morte dell’umanesimo. Ma la scienza è un mezzo e non un fine. L’umanesimo comprende anche l’etica. Quindi la scienza senza umanesimo è pura follia. L’importante è che la scienza non travalichi i principi etici e che resti a misura d’uomo e non di clone. Perché questo si verifichi è necessaria una netta separazione tra utilità e verità. È necessario che la scienza non sia un’ancella del business. Ma la scienza oggi è veramente indipendente? Attualmente per costruire un acceleratore di particelle occorrono ingenti somme di denaro. La ricerca applicata è perciò vincolata da stati, eserciti, imprese multinazionali. È un pessimo matrimonio quello celebrato tra scienza e tecnologia, celebrato da presidenti di università in cerca di fondi e da tecnocrati in cerca di potere. La tecnologia diventa quindi tecnocrazia e la scienza diventa sempre più manipolabile e sempre meno neutrale. Inoltre la mentalità comune crede sempre più nell’onnipotenza della scienza e nella superiorità della civiltà odierna rispetto a quelle di altre epoche passate. Ma questi possono rivelarsi falsi miti. Ci sono state straordinarie scoperte scientifiche nel novecento(che hanno ridotto la mortalità e allungato la vita) ma qualcosa abbiamo pur perso per strada. Faccio solo un esempio. Anche se oggi siamo più scolarizzati rispetto alla civiltà contadina va ricordato che un tempo un contadino analfabeta era un profondo conoscitore della natura e delle stagioni. Con il suo dialetto ad esempio sapeva dare nomi ad ogni albero, ad ogni pianta e a ogni foglia. Oggi un cittadino istruito non ne sarebbe più capace a meno che non sia un professore di botanica. Per la strada abbiamo perso molti mestieri che nessuno fa più. Abbiamo perso leggende, tradizioni, miti, simboli e metafore. Non ci sono più cantastorie e poeti estemporanei che improvvisavano in ottave. Non ci sono più contadini che conoscevano la Divina Commedia a memoria. Questa è l’epoca dei nativi digitali. In pochi decenni tutto è completamente cambiato. Si potrebbe anche sostenere che siamo diventati meno umani. Forse siamo più cattivi. Sicuramente siamo più stressati, alienati, nevrotici. Tutto è stato stravolto. La scienza moderna per molti pensatori non è altro che volontà di potenza sulla natura. Ma può sfuggire al controllo umano da un istante all’altro. L’ho già detto e lo ripeto: potrebbe arrivare l’Apocalissi per guerre, sovrappopolazione, inquinamento. Questa società è dominata dalla tecnica perché per molti è nichilista. Secoli fa forse(sottolineo il forse) c’era più religiosità e la letteratura era mitopietica(creava miti che contenevano archetipi, che erano fondamentali per la morale): ecco i motivi per cui il nichilismo non aveva la meglio. C’è anche chi come me pensa che dal punto di vista etico non siamo dei nani sulle spalle dei giganti.
Per Pasolini bisognava fare una netta distinzione tra sviluppo e progresso. Per il poeta la civiltà dei consumi produceva beni superflui(sviluppo) e non beni necessari(vero progresso per Pasolini). Quindi l’unica forma di progresso avvenuta dovrebbe essere quella scientifica e non socio-economica. I poveri non hanno ancora beni necessari. Oggi questa nostra società evoluta deve tutelare quel poco che rimane della civiltà contadina. Deve tutelare per quanto possibile la biodiversità: deve tutelare le razze autoctone animali, i prodotti enogastronomici dimenticati, gli antichi vitigni, gli ortaggi e le piante di un tempo. Deve anche saper preservare il paesaggio. Altrimenti le generazioni future saranno sempre più polli di allevamento. Infine io ho ho scritto che forse siamo meno umani perché siamo meno umanisti. Nel recente novecento nazionalismi, ideologie(considerate scientifiche), scienza(ci si ricordi ad esempio della bomba atomica) e tecnica(penso alla industria bellica) hanno fatto milioni di morti. Centinaia di anni fa non c’era tutto questo spargimento di sangue. È forse una generalizzazione indebita dire che secoli fa eravamo più umani? Attualmente non ci sono più guerre mondiali ma ci sono sempre molte guerre nel mondo e anche il terrorismo. In linea di massima penso che oggi la nostra società sia tecno-tribale. L’uomo è sempre stato intrinsecamente crudele. La biologia della violenza è rimasta uguale: l’encefalo, gli ormoni,  i geni umani  sono rimasti gli stessi . Ma oggi forse l’uomo si contraddistingue per una maggiore distruttività e per una maggior capacità autodistruttiva…sottolineo il forse. Questo non solo perché oggi ci sono la bomba atomica e armi più sofisticate, ma anche perché l’unico modo per risolvere i problemi sembra essere quello scientifico-tecnologico. In fondo viene da chiedersi se era necessario sganciare le bombe atomiche da parte degli americani. Secondo molti storici e molti generali dell’esercito americano del tempo non era necessario per vincere la seconda guerra mondiale. Nel 1945 la marina, l’aeronautica e l’esercito giapponesi erano già deboli. Gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Russia erano più forti delle potenze nemiche. Questo secondo gli esperti. Talvolta la tecnologia e la scienza non portano buoni consigli. Molto probabilmente anche secoli fa monarchi sanguinari e necrofili avrebbero usato la bomba atomica, se ce l’avessero avuta. Il problema della civiltà odierna è che la bomba atomica l’hanno sganciata dei governanti democratici e non folli: delle persone “normali”.

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