Depressione e violenza

È stato detto e scritto che il ragazzo autore della strage di Monaco di Baviera nel 2016 fosse stato ricoverato in una clinica per depressione. Da questo molti hanno dedotto che un depresso può causare una strage: totalmente errato. Un depresso può al massimo uccidersi, rivolgere la propria aggressività contro se stesso. Se l’autore del massacro è stato preso in cura come depresso la diagnosi era totalmente errata. Bisogna sempre ricordarsi a riguardo che la psichiatria non è una scienza esatta. Molto spesso non si basa su riscontri oggettivi ma la diagnosi viene fatta in base alla descrizione dei sintomi del paziente. Lo psichiatra non può fare altrimenti. Paradossalmente un goliardico potrebbe recarsi da cento psichiatri diversi, descrivere ogni volta sintomi diversi e di conseguenza farsi diagnosticare tutti i disturbi del DSM. Inoltre va ricordato che la depressione è soltanto un disturbo dell’umore. Nei casi più gravi al massimo può portare al suicidio. I suicidi sono quasi sempre depressi(almeno nella nostra epoca e nella nostra società). Il suicidio esistenziale o filosofico è un falso mito: semplicemente non esiste. Siamo più determinati di quello che si credeva un tempo. Personalmente non credo ai suicidi filosofici(con questo non voglio dire che non ci siano culture ed ideologie violente. Anzi lo sono quasi tutte. Anche le religioni- prese alla lettera- possono esserlo). Pavese, Van Gogh, Cvetaeva, Hemingway erano depressi. Bisogna però anche qui fare una distinzione tra depressione endogena e depressione reattiva(cioè causata da un evento stressante o traumatico). Ad esempio il suicidio di oppressione potrebbe essere dovuto ad una depressione reattiva. Anche il suicidio egoistico e il suicidio anomico descritti da Durkheim a mio avviso possono essere causati dalla depressione reattiva. In questi casi il fattore sociale produce la depressione. Poi il disturbo d’umore è determinante. Credo invece che molto raramente una persona non depressa possa uccidersi. Al massimo posso credere che una persona che civettava con la morte si sia uccisa perchè la situatione gli è sfuggita di mano. Posso anche credere al suicidio come atto eroico di sacrificio per salvare i propri cari in una situazione estrema. Estremamente raro, però possibile. Ma di una cosa sono sicuro: un depresso non compie attentati o stragi. Le cose sono due: è una grave inesattezza giornalistica oppure la diagnosi era errata. Terzo escluso. Infine va detto che in una società ormai sempre più multirazziale c’è sempre più bisogno dell’etnopsicologia e dell’etnopsichiatria. Non voglio dire o scrivere altro. Di persone che parlano o scrivono a sproposito di psicologia ce ne sono già tante. Preferisco di gran lunga quelli che parlano a sproposito di poesia: fanno meno danni. Ma quando c’è di mezzo la salute mentale, la presunta follia e i pregiudizi….i danni possono essere ingenti. Occorre un minimo di cautela e molto meno sensazionalismo.

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