Poesia e scritte sui muri

Non so se sono poeti di strada, poeti di periferia, vandali o che altro. Ma tra migliaia di scritte oscene o politiche raramente si trova anche qualche scritta poetica sui muri. E poi che ne sappiamo di cosa resterà e di che cosa verrà tramandato ai posteri ? E se invece di Pascoli, Carducci, Montale, Zanzotto, Luzi rimanessero in futuro le scritte di qualche muro decrepito ? In fondo oggi cosa sapremmo degli arbori dell’umanità senza i graffiti nelle grotte ? Un tempo c’era la pittura murale e oggi c’è il graffitismo con i tag e le crew. L’importante è che non trasgrediscano l’art.639 del codice penale, imbrattando o deturpando cose altrui. Comunque una volta a Pontasserchio mi sono imbattuto in una scritta, che ho trovato alquanto poetica, ovvero: “il mio amore è caduto nell’oblio”. Lo so che si tratta di un verso semplice e lineare se paragonato a quelli della grande poesia intellettualistica del novecento, a quelli delle neoavanguardie caratterizzate da mille premesse teoriche( ma nessuno oggi riesce più a rinnovare il linguaggio e anche le neoavanguardie sembrano sempre più retroguardie). Forse se si confronta a certi componimenti questo verso non è minimamente un’espressione artistica di rilevo. Ma in fondo ne siamo davvero certi ? La poesia ufficiale ha scelto strade impervie. Ha perso la sua forza evocativa. Non è più memorabile nel vero senso della parola(nel senso che nessuno se la ricorda più a mente). Solo le canzonette sono ricordate. Non solo ma il pubblico della poesia è costituito dai poeti stessi o dai sedicenti o dagli aspiranti tali. Come se non ci fossero abbastanza problemi…i poeti continuano a far polemiche sterili e a fare cricche. Da una parte il pubblico immenso delle popstar banali e sentimentali. Un pubblico immenso che crede che la poesia si trovi ormai solo nelle canzoni dei loro idoli per la semplice ragione che ha un’errata percezione della poesia. Dall’altra parte ci sono i poeti ufficiali quasi “illeggibili”( in fondo l’aveva scritto Flaiano che in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco. Un tempo c’erano gli ermetici. Oggi ci sono i neorfici), la loro autoreferenzialità e in definitiva la loro solitudine. Si potrebbe discutere sulla canzone d’autore. Ma spesso quest’ultima è poetica senza essere autentica poesia. Spesso i testi delle canzoni dei cantautori non reggono da soli senza la musica. Trattano esclusivamente di questioni amorose, difficilmente trattano di temi sociali, quasi mai di tematiche esistenziali o metafisiche. Il linguaggio è povero di figure retoriche. Non c’è ricerca di “corrispondenze” e la descrizione del paesaggio è scarna o inesistente. Inoltre un poeta lascia ai posteri migliaia di componimenti(se vive ottanta anni o poco più). Un cantautore lascia un centinaio di testi di canzoni(se vive ottanta anni o poco più). Non solo ma i cantautori a mio avviso più vicini alla poesia sono Piero Ciampi e Claudio Lolli, che hanno avuto scarso successo e sono conosciuti solo da pochi. E allora io cerco la poesia nelle scritte sui muri. Quel verso che ho citato può avere a mio avviso due significati: 1) la persona amata un tempo è caduta nel dimenticatoio 2) la mia passione di un tempo per cose e persone non c’è più ed è caduta nell’oblio. Per questo motivo io la trovo particolarmente efficace e riuscita. Continuerò a cercare poesia nelle scritte sui muri finché non cadrò anche io nell’oblio, ma non fatevi illusioni: sono pochi quelli che avranno gloria postuma e si salveranno dall’oblio.

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