Movimento di emancipazione della poesia

Per secoli e secoli i poeti seguivano gli stessi canoni estetici. Rispettavano le regole della metrica. Scrivevano endecasillabi canonici. Talvolta li alternavano con dei settenari. Questo accadeva in Italia. In Francia scrivevano alessandrini. In Spagna scrivevano ottonari. I poeti italiani scrivevano sonetti, odi, quartine, terzine incatenate, madrigali, ballate. Da Lucini in poi ci fu la diffusione del verso libero. Oggi la stragrande maggioranza dei poeti scrive in versi liberi, va a capo quando vuole. Ma questa non è l’unica innovazione. Nel novecento abbiamo visto molte rivoluzioni copernicane nell’ambito della lirica. Perché la poesia non fosse fagocitata dall’industria culturale le hanno tentare di tutte. Hanno creato nonsense, calligrammi, montaggi e collage. Per rivitalizzare la poesia la neoavanguardia ha aperto alla psicoanalisi, alla linguistica, alla semiologia. Ha anche inventato la poesia concreta(a sua volta suddivisibile in poesia visiva e poesia sonora). Poi nell’epoca del postmoderno e della morte delle ideologie hanno pensato anche a delle sperimentazioni multimediali come la poesia elettronica( videopoesia e computer poetry). Infine ci siamo sorbiti anche la poesia concettuale. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione a macchia d’olio delle riviste on line, degli ebook, degli ipertesti. L’uomo tipografico insomma sembrava in crisi. Da un lato sembrava esserci la riscoperta dell’oralità con l’organizzazione di serate di poesia estemporanea, dove i poeti improvvisavano in ottava rima. Abbiamo anche visto gli slam poetry importati in Italia dal poeta Lello Voce. Dall’altro lato sembrava che il virtuale avesse preso il sopravvento sui mass media tradizionali. Negli ultimi tempi sembra che sia sempre più difficile incasellare la poesia in una definizione, visto e considerato che ogni decennio nasce una nuova forma di poesia: come sono lontani i tempi di Platone quando definiva la poesia semplice mimesis !!!
A Firenze nel 2010 è nata una nuova comunità artistica: il mep(movimento di emancipazione della poesia). Hanno un loro sito internet ed una loro pagina facebook. Fanno volantinaggio. Affiggono le loro poesie sui muri dei vicoli dei centri storici di diverse città. Il mep rispetta le altre arti. Di conseguenza non sporcano i monumenti e gli edifici storici. Per il resto lasciano le loro poesie nei posti più disparati: sui cofani delle macchine, nelle biblioteche, nei bar. Nessuno si firma. Tutti utilizzano un codice sia perché vogliono una poesia spersonalizzata sia perché le affissioni sono abusive. Perciò l’anonimato è un obbligo. Il loro obiettivo principale è la sensibilizzazione: la poesia è relegata ai margini; il linguaggio è corrotto dai mass media; l’inconscio è colonizzato dalla civiltà dell’immagine. La poesia deve essere riportata tra la gente. I giovani del mep spiccano per la loro vitalità. Scrivono in clandestinità. Rifiutano gli spazi istituzionali, i salotti letterari, le accademie, gli specialisti. La loro poesia collettiva esce dall’autoreferenzialità. Il movimento è formato da universitari, ma non mancano gli studenti delle scuole medie superiori e giovani post-universitari. È nato a Firenze, ma si sta diffondendo in molte città italiane. Staremo a vedere in futuro come si evolverà questo movimento. Per il momento è una piacevole sorpresa.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Osservazioni e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...