A proposito di maturità

Quando si è giovani si vive un dramma per una storia d’amore finita male o per un innamoramento non corrisposto. Però spesso la nostra ragione e la nostra memoria funzionano in modo molto “fazioso”: pensiamo e ricordiamo per molto più tempo quando siamo stati lasciati, traditi o non corrisposti rispetto a quando noi abbiamo lasciato, tradito e rifiutato. La nostra mente- almeno nella giovinezza- è masochista. Alcuni sostengono che la gioventù è il periodo più bello della vita. Altri come lo scrittore Nizan sostengono l’esatto contrario. Io ritengo che sia una stagione molto altalenante dal punto di vista degli umori. Comunque nella giovinezza diamo un’importanza esclusiva a quel che chiamano amore sia per una questione ormonale che per la nostra insofferenza alla solitudine. Dobbiamo accoppiarci e non possiamo stare soli. Nella giovinezza possiamo vivere sia gli amori platonici che il sesso sfrenato. La nostra psiche e il nostro organismo difficilmente ci consentono di ripetere queste cose in altre stagioni della nostra vita. Con l’avvento della maturità non è che ristrutturiamo cognitivamente ed emotivamente tutto ciò: è solo che pensiamo molto meno alle nostre questioni sentimentali perchè incombono altri problemi più pratici come i soldi, la salute, la famiglia, etc etc. Nella maturità non abbiamo più la forza, la fantasia e l’ingenuità di idealizzare una donna. Alcuni potrebbero obiettare e sostenere che non è vero e che ci sono milioni di anziani nel mondo che si innamorano di donne molto più giovani. Sono sempre di più gli ottantacinquenni che si innamorano delle giovani badanti! Ma a mio avviso queste persone sono eterne adolescenti(sempre se non sono vittime di plagio).  La maturità insomma non è un fatto anagrafico. La maturità è anche rassegnazione ed accettazione. Non si può vivere in un perenne stato di infantilismo cronico. C’è scritto anche nell’Ecclesiaste che esiste per ogni cosa un suo momento. Inoltre probabilmente aveva ragione Holderlin quando sosteneva che solo quando è passata amiamo e rimpiangiamo la giovinezza. È molto meglio rassegnarsi perchè a mio avviso è la miglior forma d’amor proprio e di rispetto per se stessi piuttosto che inseguire elisir di eterna giovinezza. La rassegnazione è espressa magistralmente in questi versi della grande poetessa Lamarque: ” A vacanza conclusa dal treno vedere/ chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna/ la loro vacanza non è ancora finita:/ sarà così sarà così/ lasciare la vita ?”. Non sono versi illuminanti ?

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