Due parole sulla scienza

Se è vero che in Italia fino al dopoguerra non si poteva essere ritenuti colti se non si era letto Dante e non si sapeva un poco di latino, è altrettanto vero che attualmente gli scienziati stanno condizionando oltremodo la mentalità comune. Lo stesso umanesimo è in crisi. Sempre più spesso l’umanesimo persegue lo scientismo e diventa di conseguenza pseudoscienza. Per la mentalità comune la scienza e gli scienziati sono perfetti. La stessa conoscenza scientifica è perfetta secondo la vulgata. In realtà Popper ci ha insegnato che non è affatto così. Per primo ha criticato il principio di verificazione dei neopositivisti. Avete mai letto qualcosa sui neopositivisti, ispirati da Wittgenstein secondo cui la metafisica era inutile perché “su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”? Sembrava che l’umanesimo dovesse finire. Invece poi è arrivato Popper, che ha dimostrato che gli scienziati procedono per congetture e confutazioni. Ha messo a punto il principio di falsificazione secondo cui una teoria per essere scientifica deve essere confutabile. Ha criticato l’induzione utilizzata da molti scienziati e ha individuato l’asimmetria logica tra verificazione e falsificazione. Il criterio di falsificabilità dovrebbe essere l’imperativo metodologico degli scienziati. Forse però non agiscono in questo modo. Probabilmente dopo che la loro teoria è stata falsificata da un esperimento cercano di aggiustarla, di ricorreggerla. Raramente la abbandonano. Forse continuano a ricercare “dati corroboranti”. A tale riguardo va ricordato Feyerabend secondo cui la scienza è governata dall’anarchismo metodologico e che non è affatto superiore alle altre discipline. Gli stessi studiosi di psicologia del pensiero hanno dimostrato che gli scienziati sono soggetti alle stesse distorsioni cognitive(euristiche) di noi uomini comuni. Comunque tutti hanno una immensa fiducia nella scienza. Pensiamo che non sbagli mai e che le verità a cui giunge siano sempre definitive. In realtà non è così. La comunità scientifica dibatte sempre su molte problematiche. Io non mi occupo di scienza ma faccio solo un esempio. Pensiamo alla luce. Newton riteneva che fosse un corpuscolo senza massa. Huygens pensava che fosse un’onda(prima longitudinale e poi trasversale). All’epoca tutti pensavano che avesse ragione Newton. Successivamente con Maxwell tutti pensavano fosse una radiazione elettromagnetica. Con l’avvento di Planck la comunità scientifica si convinse che la luce era costituita da quanti. Le verità scientifiche sono sempre provvisorie e le scienze sono sempre perfettibili. Bisogna pensare anche che oggi nella scienza non sempre ad una causa corrisponde un effetto e che tutto è soggetto alle leggi della probabilità. La comunità scientifica di conseguenza discute sempre su tutto. Ed anche i cittadini comuni dovrebbero discutere sulla scienza, che non dovrebbe spaventare i profani. Certi interrogativi bisogna porseli tutti. Quali sono i limiti della ricerca scientifica? È giusta la clonazione ? In quali casi è giusta l’eutanasia? Come riuscire ad inculcare un’etica della responsabilità per uno sviluppo sostenibile? Come comportarsi con gli ogm? Come porsi nei confronti del nucleare? Quali posizioni prendere nei confronti delle energie alternative? Certi interrogativi ce li dovremmo porre anche noi profani. La democrazia consiste anche nel sapere i pericoli a cui si va incontro con il progresso scientifico. Forse però in questa epoca dominata dalla scienza mancano i divulgatori scientifici e gli spazi per la divulgazione scientifica. Si pensi solo allo scarso spazio adibito alla divulgazione nei quotidiani oppure alla televisione. Sembra strano ma se ci pensate bene è effettivamente in questo modo e a noi ignoranti non resta che sospendere il giudizio riguardo a molti temi. Forse il potere ci vuole ignoranti? “A pensare male si fa peccato ma si indovina sempre” sosteneva Andreotti.

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