A proposito di simbolo

Il linguaggio e l’utilizzo di simboli sono ciò che distingue l’uomo dagli animali. Queste sono le peculiarità della comunicazione umana. Ora cerchiamo di definire il simbolo. Per Peirce è un significante che ha una relazione convenzionale con un oggetto. Ma facciamo alcuni esempi. La croce è il simbolo del cristianesimo. Il focolare è il simbolo della famiglia. La volpe è il simbolo della furbizia. Il giglio è il simbolo della purezza. Alcuni studiosi definiscono il simbolo un segno-immagine. Per il filosofo Cassirer l’uomo è un amimal symbolicum e la scienza, l’arte, la morale, la religione non sarebbero possibili senza le forme simboliche. Freud scoprì l’importanza dei simboli interpretando i sogni. Per Jung il simbolo è un ponte tra inconscio e conscio ed è fondamentale per capire la psiche umana. Per Lacan al bambino l’ingresso nell’ordine simbolico  consentirebbe di fare i primi passi nella società degli adulti. Per il sociologo Mead il linguaggio e i simboli sono fondamentali per la creazione della propria coscienza. Il mind e il self nascerebbero dalla società. L’interpsichico genererebbe l’intrapsichico. L’identità scaturirebbe quindi dell’interazione sociale. Per Mead ogni individuo nella sua vita sociale non farebbe altro che assumere dei ruoli ed accettare delle regole. Tutto ciò avverrebbe ininterrottamente dalla culla alla tomba e non sarebbe possibile senza i simboli. La poesia in fondo aiuta l’uomo ad esercitarsi con i simboli. Fa continuamente giocare con i simboli, che talvolta non sono segni convenzionali e tradizionali ma hanno un codice cifrato. Talvolta appunto devono essere interpretati e decifrati. Credo proprio che gli insegnanti non possono esimersi dall’insegnare italiano tramite le liriche. Anche i futuri scienziati ne hanno bisogno per formarsi. Platone nel Fedro condannava la scrittura perché l’utilizzo dei segni grafici non aiuterebbe realmente a capire le cose e indebolirebbe la memoria. Personalmente ritengo che la scrittura aiuti ad esercitare l’immaginazione e a capire i simboli. Anche la lettura è fondamentale. Cartesio scriveva che “la lettura di buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli passati” e anche che “conversare con uomini di altri secoli è quasi lo stesso che viaggiare”. Ma ritorniamo alla fantasia. Qualcuno ha addirittura condannato l’immaginazione. Per Spinoza era amorale. Per Pascal induceva all’errore e al falso. Talvolta confessiamolo pure il nesso logico che collegherebbe oggetto e messaggio in poesia non è di semplice comprensione. Talvolta la comunicazione tra mittente e ricevente non avviene ed è anche questo il fascino della poesia, i cui simboli sono fatti sia di psichismo che di estetica. Alcuni studiosi hanno sempre sottolineato la polisemia del simbolo. Umberto Eco però in una sua Bustina di Minerva condannava “il vizio pseudodecostruzionista” di interpretare come si vuole un testo. Ma al di là di questo che cosa è in fondo la poesia se non il tentativo di comprendere l’immaginario e i simboli altrui? In fondo non era Baudelaire a definire la Natura una “foresta di simboli” nella poesia “Corrispondenze”? Comunque i simboli sono fondamentali anche perché sono espressione della cultura di un popolo. Sono fondamentali per la trasmissione di valori e tradizioni, che altrimenti andrebbero perduti. Tutto ciò non scordiamocelo. Servono anche in questa società “liquida”, neocapitalista e tecnologica.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Osservazioni e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...