“Il gorgo” di Francesco Innella

Non voglio fare un paragone tra Occidente ed Oriente per non finire nel cul de sac delle logiche identitarie. In linea di massima posso scrivere che il primo a differenza del secondo ha basato la sua cultura sul principio di non contraddizione. Innella con questi haiku si rivela un autore illuminato, che non utilizza le consuete categorie della logica aristotelica. Dimostra di prediligere i paradossi, l’estasi e il misticismo dell’Oriente al cupido dissolvi occidentale. Sceglie la spiritualità orientale ed è una scelta encomiabile in un Occidente sempre più confuso, consumistico e tecnologico. In tutti questi brevi componimenti sono presenti dei salti logici, che spiazzano le aspettative del lettore e gradualmente risvegliano il torpore della sua mente. La raccolta descrive sapientemente l’impermanenza, la vacuità, la sofferenza del mondo terreno. Questi componimenti sono caratterizzati dallo stupore dell’autore nei confronti dell’esistente, prova inconfutabile che l’uomo è un animale metafisico secondo Schopenhauer. Per dirla alla Jaspers il nostro con il suo lavoro compie una “ricerca dell’essere” e allo stesso tempo una “autochiarificazione dell’esistenza”. Nella poesia di Innella si intrecciano corrispondenze, simboli, epifanie, felici intuizioni ed associazioni che descrivono l’interdipendenza delle cose. Tutto ciò non è per pochi iniziati o per accademici. Tutto questo non è puro intrattenimento, bensì frutto di meditazione e sensibilità. La solitudine conduce ad un’autoanalisi che sfocia nella creatività. Questi versi sono frutto di quella che il mistico Osho definiva “deprogrammazione”, ovvero la liberazione di dogmi e nozioni interiorizzate dall’individuo durante l’educazione. Senza enfasi posso affermare che questa raccolta è pregevole ed originale in quanto il suo orientalismo italianizzante non si può incasellare negli schematismi della tradizione moderna. Il nostro approda grazie alle sue visioni interiori al cosmo, all’impalpabile, all’atemporale, all’essenza dell’indistinto. È cantore dell’eterno, dopo aver intrapreso “la quarta via” di Gurdjieff. In definitiva questi haiku sono una risposta immunitaria specifica al “male di vivere” della nostra società.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Osservazioni e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...