La guerra, Manzoni e gli eschimesi

Sono troppe le guerre nel mondo. La pace è solo episodica. È solo un eccezione. Sono molteplici i fattori che fanno scaturire una guerra: ideologici, nazionalistici, etnici, religiosi. Ma alla fine tutti vogliono appropriarsi del potere. Sono molte le guerre dimenticate nel mondo perché i mass media si occupano solo di ciò che riguarda i paesi industrializzati e non l’Africa o l’Asia. Nessuno sa con esattezza quanti siano i civili morti in Ruanda ad opera dei guerriglieri del generale Aidid. Soprattutto il continente africano si distingue per una geopolitica in perenne mutamento e proprio per questo motivo è più soggetto ai conflitti. Spesso si tratta di gruppi ribelli che vogliono esercitare l’autodeterminazione del proprio popolo e ottenere l’indipendenza. In medioriente si spera che finiscano finalmente le ostilità e che ci siano effettivamente due stati oppure uno stato solo in cui tutti i cittadini abbiano uguali diritti. Nel 2012 è stato riconosciuto lo stato della Palestina(Cisgiordania e striscia di Gaza). Ma ci sono stati attentati e eccidi. Mi ricordo della guerra dei sei giorni nel 1967 e poi anche gli omicidi dell’Olp. Non ci colpiscono più neanche le guerre civili che esistono dalla notte dei tempi. Eppure sono guerre fratricide! In fondo anche noi un tempo eravamo guelfi o ghibellini. In Ruanda ci sono stati massacri tra tutsi ed hutu. Anche vicino a noi nell’ex-Iugoslavia i serbi hanno compiuto una pulizia etnica, anche se tutti hanno fatto massacri e sono a vario titolo responsabili. Fino a quando c’era Tito con la sua politica di non allineamento le 6 repubbliche federate erano pacifiche, nonostante le differenze etniche e religiose. Dopo la sua morte iniziarono i problemi. L’esercito federale si mise alle dipendenze dei serbi e da allora ci fu una guerra senza esclusione di colpi:stupri e stermini di civili. Particolarmente colpiti furono i bosniaci perché più deboli militarmente e musulmani. Anche nell’Irlanda del Nord c’è stata una guerra civile. Basta ricordarsi di Sunday Bloody Sunday degli U2. Da una parte la maggioranza protestante e dall’altra “i cattolici” dell’Ira. Per il filosofo Russell l’impulso alla guerra è sempre esistito: dai tempi in cui l’uomo lottava per la sopravvivenza fino ad oggi. In guerra gli psicopatici, i sadici, i necrofili diventano eroi: vengono chiamati patrioti. Le guerre talvolta vengono scatenate per futili motivi ed il paradosso è che milioni di uomini combattono poi per la pace. In guerra tutto si capovolge. Lo stesso Stalin disse che un morto è una tragedia e un milione di morti una statistica. Comunque nonostante  l’instabilità di questo mondo il pacifismo e l’antimilitarismo sono aumentati vertiginosamente nella popolazione. Forse il pacifista crede in una utopia ma personalmente preferisco credere a un pacifista che a un guerrafondaio realista. In Occidente non ci sono spargimenti di sangue.  Ma spesso anche la pace del nostro Paese è pura apparenza. Ci sono sempre tensioni. Siamo sempre in precario equilibrio. Spesso la pace è frutto di giochi sporchi diplomatici che tengono al sicuro l’onesto cittadino.  Si pensi soltanto alle mediazioni, gli accordi sottobanco, i sotterfugi che possono esserci stati nella guerra fredda. Forse nessuno può governare senza sporcarsi la coscienza e senza avere nessuno sulla coscienza. Forse anche i politici occidentali sono colpevoli talvolta di aver appoggiato dittatori o terroristi sanguinari. Forse devono scegliere spesso quale sia il male minore. Forse dovremmo trarre insegnamento dalle tragedie del Manzoni: in questo mondo si può solo fare del male o esserne vittima. Adelchi infatti prima di morire dirà che su questa terra “non resta che far torto o patirlo”. Forse anche i governanti attuali occidentali avrebbero bisogno di leggere “L’Adelchi” e “Il conte di Carmagnola”. La storia secondo Manzoni è solo un alternarsi di vinti e vincitori, che determina sempre violenza e barbarie. È questo che si desume dal dialogo tra Adelchi e il padre. Un tempo anche gli oppressi sono stati oppressori. Questi governanti, che spesso si professano cattolici per prendere più voti e rispettano solo la morale sessuale cattolica, avrebbero bisogno di leggere Manzoni, che possedeva una grande coscienza civile, dovuta sia all’educazione illuminista che alla conversione cristiana.  È un vero peccato che Manzoni sia poco conosciuto all’estero! Molti dittatori e politici stranieri ne avrebbero bisogno! Infatti secondo lo scrittore lombardo ognuno può redimersi e ottenere la salvezza ultraterrena: anche i potenti che opprimono il popolo ma che hanno pietà e scrupolo morale. In fondo anche Adelchi e il conte di Carmagnola erano potenti e combatttenti ma erano permeati da una religiosità che fa raggiungere loro la grazia. Oppure i politici di oggi vadano ad imparare dagli eschimesi che convivono pacificamente da cinquemila anni.

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