Sul terrorismo

Hanno colpito ragazzini e ragazzine. Hanno colpito degli innocenti. Li hanno considerati un danno collaterale. Non si sono lasciati impietosire. Sono sempre più cruenti. C’erano dei chiodi nella bomba per fare più vittime possibili. Noi occidentali per loro siamo tutti crociati e tutti infedeli. Non si fermano davanti a niente e a nessuno. Cercano l’eccidio di grande impatto mediatico. Era un kamikaze ad un concerto pieno di teenager. Non era un lupo solitario. La polizia ha trovato fino ad ora come complici il fratello e il padre. C’era una rete di persone che lo ha aiutato. C’era una cellula fondamentalista. La bomba non l’ha certo costruita da solo. L’orrore non è finito probabilmente. Va detto anche che ogni kamikaze lo considerano un martire. Altri probabilmente cercheranno di emularlo. L’Isis o stato islamico autoproclamatosi è particolarmente abile a reclutare giovani, facendo propaganda su internet. Ma non è uno scontro di civiltà e neanche una guerra di religione. È solo terrorismo. Sono solo degli integralisti islamici: dei fanatici religiosi. Non sono veramente musulmani così come i terroristi dell’Ira in Irlanda del Nord non erano veramente cattolici e così come in Italia i mafiosi non sono veri cattolici: questi signori non vivono una autentica religiosità ma sono solo idolatri. Non dimentichiamoci poi che i terroristi non colpiscono solo noi occidentali ma colpiscono anche gli stessi cittadini musulmani ad esempio in Africa. Non dimentichiamoci anche che  un tempo eravamo noi occidentali gli invasori, anche se ci sono pareri discordanti riguardo al fatto che il colonialismo possa essere o meno una causa del terrorismo islamista. Molti analisti dicono che con questi attentati i terroristi cercano di creare una frattura tra cattolici e musulmani. Naturalmente affermano anche che non dobbiamo cadere in questa trappola. Adesso dovranno essere rafforzate le misure di sicurezza per ogni evento. Non cerchiamo comunque relazioni tra un immigrazione sempre più incontrollata(a onor del vero) e terrorismo. Tutti gli attentati ci insegnano che gli autori erano ormai immigrati di seconda generazione: erano cittadini europei a tutti gli effetti. Non si può però accogliere tutti gli africani perché abbiamo delle risorse limitate ed è anche troppo utopico pensare che chi viene accolto in un paese si comporterà bene e non compierà crimini. L’unica cosa da fare comunque è cercare di integrare gli immigrati. Dovremmo però vedere quale tipo di integrazione scegliere. Ci sono diversi modelli: quello inglese, quello tedesco, quello francese, quello americano(melting pot). In America ha prevalso il crogiolo. In Francia ha prevalso lo stato laico a cui tutti devono sottomettersi. In Germania gli immigrati possono lavorare ma non viene loro concessa la cittadinanza. In Inghilterra hanno le stesse opportunità degli inglesi e godono anche dei diritti civili. Al momento non abbiamo ancora scelto in Italia perché in questi anni si sono succeduti il centro-destra e il centro-sinistra che approcciano il problema dell’immigrazione in modo completamente diverso. Staremo a vedere.  I politici di tutti gli schieramenti dovrebbero fare fronte comune contro il terrorismo. È forse irrealizzabile? A mio avviso è questo che dovrebbe essere fatto. Nel frattempo speriamo che l’intellicence di tutti i paesi risulti efficace ed agisca in modo tempestivo. Ora il problema fondamentale è questo: la società occidentale è talmente aperta da fagocitare questo nuovo tipo di estremismo? Inoltre bisognerà vedere se riusciremo a conciliare la sicurezza con la solidarietà nei confronti dei profughi e dei migranti in genere. Non è possibile a mio avviso respingerli e rimandarli indietro quando arrivano su quei barconi che potrebbero affondare da un istante all’altro. La guardia costiera e la marina devono per forza di cose aiutarli. Sarebbe disumano fare altrimenti. Il diritto internazionale va rispettato. Allo stesso tempo bisogna trovare delle soluzioni. Bisogna che gli altri paesi europei ci aiutino. Bisogna condannare in modo esemplare gli scafisti. Bisogna stipulare degli accordi con alcuni stati africani. Infine dovremo anche vedere se riusciremo ad andare avanti senza cambiare le nostre abitudini di vita perché è questo che i terroristi vogliono: impaurirci totalmente. Altra cosa che cercano di fare compiendo queste stragi è quella di renderci schiavi della rabbia. Ma noi in questi frangenti non abbiamo bisogno del lassismo e neanche di derive autoritarie: entrambe le cose sarebbero controproducenti. Molto probabilmente ciò di cui abbiamo bisogno è un autentico pluralismo: diritti civili e libertà religiose a chiunque ma nessuna tolleranza nei confronti di chi cerca in qualsiasi modo di minare questa nostra società aperta. Il pluralismo quindi potrebbe essere la migliore strategia di prevenzione. Comunque la questione è complessa ed articolata. Possibilmente non va affrontata in modo emotivo.

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