Sempre sulla poesia

Un tempo il giudizio letterario era determinato da una mistura di oggettività(cercavano di capire se i testi rispettassero la metrica, i canoni estetici e se l’autore avesse aderito ad un ismo letterario o meno) e soggettività(questione di gusto). Oggi sono scomparse metrica, criteri estetici e correnti letterarie. Non esiste più la figura del poeta e ad onor del vero neanche quella del critico letterario o quantomeno i mass media e la massa non riconoscono più alcuna autorevolezza e competenza a chi vorrebbe essere poeta o critico. Cosa è oggi poesia? È sempre più difficile stabilirlo. Forse è poesia un testo che tende al massimo della nominazione, al vertice della significazione. Forse è poesia un testo il cui autore ha consapevolezza di ciò che sta facendo e ha allo stesso tempo conoscenza della tradizione. Forse è poeta un autore che riesce a sperimentare e a fare ricerca. Forse è poeta chi ha “volontà d’arte” ed allo stesso tempo non si lascia sopraffare da troppe premesse teoriche. Come si può distinguere la prosa dalla poesia? Forse oggi è sempre più difficile stabilire una linea di demarcazione tra questi due generi. La maggioranza della poesia moderna non è altro che prosa poetica e forse si può distinguere dalla prosa comune in base al linguaggio(nella prosa poetica vengono utilizzati vocaboli aulici). Viene da chiedersi come distinguere la poesia moderna dalla canzone. Forse è poesia un testo in cui sono presenti ricchezza lessicale, sensazioni, percezioni, pensieri, corrispondenze, epifanie(mentre nella canzone, anche in quella d’autore, è molto difficile trovare queste cose). Oggi comunque è molto difficile tracciare dei confini. Oggi non è più richiesta alcuna particolare tecnica e quindi neanche nessuna abilità particolare per scrivere poesia. Di conseguenza tutto è poesia ed alla fine niente è poesia. Oggi forse è solo questione di gusto e quindi di soggettività. Sappiamo anche che soggettività significa in parte irrazionalità. Per quanto riguarda Sole non mi stupisce la pubblicazione e il successo delle sue poesie: la Mondadori ha sempre pubblicato molte opere di personaggi già famosi, indipendentemente dal loro valore letterario. È una pura e semplice questione di mercato e di marketing. È soltanto una operazione commerciale come tante altre. Non mi risulta che alla Mondadori siano mecenati o filantropi. Molti letterati però dovrebbero scandalizzarsi non solo quando viene pubblicata una opera banale in una casa editrice importante ma anche quando viene pubblicata una raccolta di poesie colma di intellettualismi e quasi incomprensibile. Molti credono che le sdolcinatezze siano poesia e forse non lo sono. Ma che dire dello snobismo, delle astruserie e dei leziosismi di tanti letterati italici? Un conto è essere Amelia Rosselli, Andrea Zanzotto, Edoardo Sanguineti, Franco Fortini. Non ho niente contro questi grandi poeti: ai loro tempi dimostrarono di essere originali per stile e visione del mondo. Un altro conto è essere dei manieristi affettati come alcuni poeti contemporanei.

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