A proposito dell’ “Olocausto animale”

Isabella Santacroce tempo fa ha scritto una lettera al Papa in cui usa l’espressione “Olocausto animale” per indicare l’uccisione degli animali da parte di noi esseri umani. Viene da chiedersi se questo paragone non sia una forzatura. Per Olocausto si intende oggi il genocidio degli ebrei da parte dei nazisti tra il 1930 e il 1945. Causò milioni di morti. Furono milioni a “passare per il camino”. Si rifletta anche sul fatto che gli ebrei hanno ripensato la teologia dopo l’Olocausto, visto e considerato che non potevano più considerare Dio un essere infinitamente buono in quanto permetteva tutto quel male. Non solo ma molti sopravvissuti all’Olocausto si sono sentiti in colpa tutta la vita per essere appunto superstiti. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha vietato alla Peta tedesca di utilizzare questa espressione. Insomma viene da chiedersi se sia corretto fare questo parallelismo tra animali e uomini da parte di vegani e animalisti. C’è chi sostiene che i carnivori non abbiano empatia nei confronti degli animali e chi invece sostiene che animalisti e vegani, utilizzando questa espressione, non abbiano un minimo di empatia nei confronti degli ebrei. A onor del vero però la Santacroce non è la sola scrittrice ad aver fatto questa analogia. In passato hanno utilizzato l’espressione “Olocausto animale” anche alcuni scrittori ebrei per porre l’accento sullo sterminio di animali dovuto alla macellazione e agli esperimenti scientifici. Lo stesso Primo Levi utilizzò questa espressione. Non solo ma la parola “Olocausto” veniva anche intesa come sacrificio animale durante un rito religioso. Era una pratica antica degli ebrei e degli antichi greci. Per Aristotele l’uomo è un animale politico e sociale. Per gli stoici l’uomo è un animale razionale. Per Cassirer l’uomo è un animale simbolico. Di parere opposto è Cartesio, secondo cui l’uomo è capace di pensare e l’animale è solo una macchina, in grado di reagire ma non di rispondere né di cogito. Ma tutta questa è pura filosofia e sappiamo anche quanto possa essere farraginosa e paradossale la filosofia! In filosofia può essere vero tutto e il contrario di tutto!  Secondo la scienza invece  gli esseri umani si sono evoluti grazie  all’opponibilità del pollice(che ci permette di afferrare e costruire oggetti), alle aree cerebrali adibite al linguaggio(area di Broca e area di Wernicke), alla presenza dell’amilasi salivare che ci permette di digerire l’amido. Inoltre il cervello umano è molto più complesso di quello delle scimmie antropomorfe. Allo stesso tempo però abbiamo il 98,5% di DNA uguale a quello delle scimmie e secondo Darwin discendiamo da esse. Attualmente per gli animalisti la maggioranza dell’umanità ha una visione del mondo antropocentrica e così facendo a loro avviso distrugge il mondo. Viene da chiedersi se l’uomo possa sottrarsi alla catena alimentare presente in ogni ecosistema. Io mi chiedo anche perché debba essere ritenuto offensivo dare della cagna, della porca o della maiala ad una donna, visto e considerato che gli animali devono essere considerati allo stesso modo di noi esseri umani. Perché considerare questi epiteti lesivi della dignità umana quando gli animali sono i nostri fratelli? La mia naturalmente è soltanto una battuta. In realtà volevo evidenziare il fatto che quando un uomo odia un suo simile molto spesso lo considera una cosa o un animale. Viene anche da chiedersi se la lettera al Papa della Santacroce sia una provocazione fine a se stessa per suscitare polemiche o se la scrittrice ci creda veramente. La cosa che mi rattrista è notare l’intolleranza da parte di alcuni animalisti e vegani, che addirittura talvolta dimostrano di odiare e minacciano di morte altri esseri umani. Non è un caso che Cruciani li abbia definiti “fasciovegani”. Personalmente alcuni di loro li considero dei veri e propri spostati. Secondo me non si può essere animalisti o vegani al 100%. Ad esempio per quanto riguarda l’alimentazione ogni individuo avrebbe bisogno di una dieta equilibrata e secondo molti medici e ricercatori le proteine animali non sarebbero sostituibili perché ad alto valore biologico. Molti animalisti e vegani spesso tengono dei comportamenti non coerenti.  Un’altra cosa che mi indigna è l’idealizzazione da parte dei vegani degli animali. In realtà la natura non è priva di crudeltà. È pacifico che molti di noi hanno un animale domestico in casa e lo considerano un membro della famiglia, ma non ci dovrebbe essere un ordine di priorità? Non dovrebbero venire prima i diritti umani rispetto a quelli animali? Le polemiche su questo argomento sono molto accese e i due schieramenti non si risparmiano insulti. Nessuno rispetta nessuno. In questo modo non vengono tutelati né i diritti degli uomini né quelli degli animali.

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