un testo di Davide Morelli

Pensieri di ieri:

Pensai ai delfini nei mari
e alle rondini nel cielo:
pensai a tutte le meraviglie
e ai miracoli della natura.
Non bisognava però mai alzare pietre
perché si potevano nascondere
delle serpi. Così pensai.
Un conto era il sottinteso.
Un altro era il latente.
Un altro il perturbante.
Un altro ancora l’inintellegibile.
A onor del vero le bellezze
di questo mondo
eguagliavano le brutture.
I potenti avevano bisogno
delle lobbies delle armi
che pagavano le loro campagne elettorali,
del petrolio,
della volontà di potenza
e di fare la guerra.
Il meccanismo era infernale
e colmo di automatismi.
A questo mondo
il circolo virtuoso diventava
sempre circolo vizioso
perché nessuno era
realmente come credeva di essere.
Forse non c’era nessuno da aspettare.
Forse non c’era niente da inventare
o da sognare.
Poi pensai che nulla fosse accaduto.
In realtà nulla mi era accaduto.
Nulla mi era accaduto quel giorno
di cui tra non molto
non avrei conservato memoria.
Di una cosa ero certo:
si sarebbe potuto vivere senza parole,
ma non sarebbe stata vita.
Ad ogni modo per me in quel momento
la cosa preferibile
era l’assenza,
senza che diventasse
necessariamente
un dovere morale,
una categoria dello spirito,
una presa di posizione
o un caso di coscienza.

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